Chiudo il mio cerchio di interviste del 2024 con l’amico Fabrizio Martinelli, un “puro” affermato che poche settimane fa, a Palermo, si è laureato per la prima volta, campione italiano gentleman.
Testate giornalistiche hanno sottolineato che il bravo gentleman romano era alla prima apparizione nella finale del campionato italiano di categoria. Per nulla esatto, a Montegiorgio giunse terzo in finale, a 1 punto dal secondo (Mirko Marini) e a 2 punti dal vincitore (Giovanni Bechis). Un pizzico di buona sorte, dopo anni, ha invertito la rotta a favore di Fabrizio, nella circostanza due piazze d’onore e un quarto posto lo hanno consacrato vincitore. Passiamo a conoscerlo meglio riprendendo poi il discorso sulla splendida giornata vissuta a Palermo.
Anni – 54 Club di affiliazione – Lazio Dal 2006 in possesso del patentino di categoria. 145 vittorie ottenute. Oltre al campionato italiano, vincitore della Coppa Lazio nel 2020 e per ben 5 volte premiato per aver vinto la classifica di vittorie dei gentlemen romani. Attualmente è proprietario di 6 cavalli. L’attività che esercita – È in società con il padre in una ditta edile. Passione nata un giorno, nella sosta di pranzo, all’ippodromo Tordivalle con un amico geometra della stessa ditta di Fabrizio e di suo padre, dove rimase fulminato favorevolmente dalle corse dei cavalli. Due i cavalli del cuore, indubbiamente Boltigeur Erre, vincitore di batteria di un derby romano e del gran premio Etruria, uno scalino inferiore ricorda volentieri Lilly Degli Ulivi, cavalla che gli ha regalato tantissime soddisfazioni personali. Una ben salda amicizia con Giampaolo Minnucci e con altri, tra i quali Walter D’Ambrosio, Dario Battistini e Roberto Faticoni con cui è socio di alcuni cavalli. L’aneddoto riguarda la vittoria del campionato italiano, fu chiamato il giorno prima per sostituire un collega, avrebbe accettato di raggiungere Palermo solo se il giorno dopo il dolore a un ginocchio si fosse affievolito. Così è stato, il seguito lo si sa. Il cavallo che gli sarebbe piaciuto interpretare è Boltigeur Erre, ma per il numero di vittorie che servivano a Fabrizio e il grande salto nei centrali, questo sogno purtroppo è svanito immediatamente. Il sogno personale è senza dubbio l’ambito Federnat, che aggiunto al campionato italiano sarebbe tanta roba. Altro sogno è che l’ippica continui a vivere, sport meraviglioso che regala tantissime soddisfazioni. Tornando al suo successo a Palermo, non dimenticherà mai l’enorme folla presente, le tante foto e gli autografi fatti. Mi confida l’emozione scaturita quel pomeriggio, ci teneva troppo a fare un’exploit del genere, traguardo raggiunto con cavalli con pochissime chance, la carta migliore con Ursus TFT, a quota di 16/1, gli altri a quota superiore. Un plebiscito la premiazione! Davvero incredibile. Risate, tanti aneddoti ci legano e tante storie condivise, ci hanno accompagnato in questa intervista, presto avrò modo di rincontrarlo, un amico semplice, che sa bene il fatto suo, dà la giusta importanza al risultato e che interpreta i soggetti con la massima fiducia e dedizione. Ciao CAMPIONE!

A cura di Fabio Garavini
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