Per il sottoscritto, non una news, ma quasi. Sempre un piacere conoscere un “puro” come Guido, persona conosciuta, stimata e molto disponibile per questa intervista. Conosciamolo meglio.
- Età: 53 anni
- Club di appartenenza: Emilia Romagna
- Attività: Imprenditore nel ramo immobiliare
- Cavalli di proprietà: 3
- Licenza: Ottenuto il patentino da gentleman, ha poi sospeso la licenza nel 2007 per poi rientrarne a far parte della categoria nel 2019.
Una passione nata tramite un amico del padre che lo portò all’ippodromo di Cesena ad assistere alle corse e qui scattò l’interesse per l’ippica. Travolto dalla passione e dall’entusiasmo, alzò così l'”asticella”: prima un anno lavorò da artiere al centro Pradona e se non bastasse, entrò socio con una quota della scuderia Derby Italia.
Sinora una decina di vittorie conseguite, fra le quali la vittoria con il suo Attila nel Trofeo C.R.I a Bologna, meritatissima con percorso interamente all’esterno. I cavalli del cuore sono due: Attila, cavallo generossissimo che si adatta a qualsiasi schema, e Danubiana Sama con la quale ha raggiunto la sua prima vittoria in carriera al Candiano di Ravenna, con questi, le due interpretazioni migliori. La delusione con lo stesso Attila nella finale del Trofeo Cri, quando, terzo allo steccato, non ha anticipato dopo 500 metri, pregiudicando un podio sicuro o addirittura una possibile vittoria.
Con Lorenzo Bortolotti ha un’ottima amicizia. Un aneddoto che ricorda è quello riguardante Attila. Lo si dà partente il venerdì a Padova e la domenica a Modena. Venerdì “steccò” completamente, tanto da aver dubbi se correre poi a Modena, in una corsa per niente abbordabile. A Modena il cavallo fece una prestazione “mostre”: Guido non lo cercò a partire, lo spostò al giro e con un solo parziale sfilò per vincere per dispersione. Regia perfetta con scelte al bacio. Vittoria a 15/1.
Il sogno: vincere con il commento del bravissimo Massimo De Marco, che stima fra tutti i telecronisti italiani. Chiudendo l’intervista, Guido si augura che all’ippica sia dato il giusto peso. In questo sport, tantissime persone fanno quotidianamente sacrifici, non bisogna assolutamente mollare e migliorare questa grave situazione. Grazie mille a Guido per il tempo dedicatomi, un caro saluto con la speranza di vederci presto!

A cura di Fabio Gravini
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